
Se la prima volta era toccato a The Eternal Sunshine of the Spotless Mind nella versione italiana, ora il pensiero di andare a vedere L'arte del sogno piuttosto che La scienza del sonno fa guardare dall'alto in basso con un sorrisino (seppur totalmente disilluso) quel brutto The science of sleep che so essere il titolo anglofono. Niente a che vedere comunque con La Science des rêves, che nel suo essere francese e sognante e con le cuciture a vista è l'anima stessa del film, per quanto di scientifico ci sia assai poco - ed è un gran bene.
Non sono andato solo, a vederlo. Ad ogni modo, se mi chiedessi com'è, risponderei: fa un male da morire. Molto più del bimbo vestito da cowboy e poi la pioggia e tutto il resto in quelle sequenze, in The Eternal Sunshine. Ché The Eternal Sunshine era due film in uno, il primo fatto di calore sotto le coperte e il secondo, quello del furgone nella notte e la moglie di Tom Wilkinson, fatto di anime a pezzi nel mondo reale. La scienza del sogno invece è unico e coeso, bello ugualmente se non di più e molto, molto più doloroso se visto con gli occhi di quel perdente sonnambulo che sono.
L'ho visto solo venerdì sera. Ma per quel che riguarda Gondry, questa volta un Michel Gondry che fa tutto da sé e in casa, non è importante arrivare presto ma arrivare, felici e col fiato corto ma arrivare. Il cinema non era affollato e San Lorenzo, prima e dopo la proiezione, era un buon contorno. A proposito, i minuti passati ad arrovellarci persi nel nostro database mnemonico sono stati inutili. Sono dovuto tornare a casa e cercare per capire che quella canzone che nel film suonano vestiti da gatti non è altro che After Hours dei Velvet Underground con un testo diverso.
Gael García Bernal, Sacha Bourdo, Alain Chabat and Aurelia Petit -
Jean-Michel Bernard -
5 commenti:
Eppure questa musica è così dolce. Che fosse che tutto quel che è dolce fa male..?
ma quanto ci siamo impantanati il cervello, per non capirla?
era facilissimo..
my mind is without legs.
voglio sdraiarmi per terra ed urlare.
(a)
Ma come? Io After hours l'ho accolta subito con un sorriso...
Preferisco "Eternal sunshine of the spotless mind" ho pianto tre giorni al pensiero che potesse finire la storia d'amore che stavo vivendo :)
Gondry ha una capacità pazzesca di renderti il protagonista delle sue storie!
Anche in questo mi sono riconosciuta perfettamente nel protagonista.
Io confondo da sempre la realtà con il sogno...Con una serie di tragedie simili a quelle del bellissimo Gael Garcia Bernal...
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