11 settembre 2006

Ormai due notti fa

Della Notte Bianca non ricordo nulla. So solo che l'ho passata per intero alla Casa del Jazz e che non mi è dispiaciuto affatto. Poca gente in giro, andando e tornando. Appena qualche auto accartocciata contro i guard rail e un paio di ambulanze a raccogliere dalla strada qualcuno che si è divertito troppo. Dell'ottima serata, seppur votata in buona parte a soddisfare gli stomaci dei romani insonni accorsi, si ricordano la figura composta e poco invadente di Emanuele Cisi, prodigioso sax tenore, e i miei applausi di cuore per Pieranunzi prima e Moroni poi. Boltro forse perfino più distante del solito da quell'ideale trombettistico che è Davis ma comunque godibile, specialmente di fronte a scalette come quelle proposte - un frammento di Two Bass Hit, So What, All Blues, Dr. Jekyll, oltre alla performance finale con Gatto alla batteria. Divertenti gli sforzi di Baba Yoga, nonostante Squarepusher abbia fatto di meglio senza neppure avere il bisogno di scomodare Davis né di darsi un tono eccessivamente serio - almeno non di recente. Qui Nur parla della vera Notte Bianca, quella campale, di code e sudore.
Stasera su Radio 3 alle 22:50 ritrasmettono il concerto del sestetto di Rosario Giuliani, lo stesso che ha aperto la Notte Bianca, al Vicenza Jazz dello scorso anno.

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