Fai musica. Dieci anni e oltre che fai musica. Cambi stile, voci e ritmi, ma fai musica. Nei periodi sì ne fai della buona, in quelli no di meno buona, il resto del tempo non ti fai vedere troppo in giro e ti dedichi alle tue cose. L'insieme non è male, comunque. Forse ne vai fiero, forse non del tutto. Lo metti in giro e aspetti di vedere l'effetto che fa. Sembra che per i Fumisterie le cose vadano in modo simile. Tanto impegno e tanta fatica, qualcosa che quasi gli leggi in faccia quando li incontri, quando li vedi suonare, musica che ti piace anche se non è del tuo genere, e alla fine del percorso, dopo concerti, autoproduzioni, autopromozioni, forza e umiltà, sono di nuovo al punto di partenza. Di nuovo: anche se non è il tuo genere, un po' ti dispiace.Dopo gli alti e bassi di Scandalo negli abissi, loro primo disco, uscito nel 2003, i Fumisterie ci hanno riprovato con Kreuze und Krokodile. Ascoltandone qualcosa dal vivo ero ancora scettico, ché nonostante gli spunti teatrali e puramente evocativi fossero molto più diluiti che in Scandalo negli abissi, rimaneva una mia certa resistenza verso il pop convenzionale. Poi, com'era difficile anche per me prevedere, ho ascoltato e riascoltato il disco per intero e mi sono piacevolmente perso nella poesia e nelle sorprese di questi tredici brani, in quest'ora di melodie cantabili e testi surreali. Un disco mai banale, come si dice, ma in cui la mai-banalità è costante e tangibile - come in In coda alla..., che se un istante riporta alla mente i Giardini di Mirò in quello successivo catapulta in un umido e familiare pomeriggio settembrino all'Esquilino. Mai banale come la versione di Bartali di Paolo Conte, suonata e cantata in compagnia di Damiano Torre, affogata in un disco che è interamente suonato in compagnia di qualcun altro, dalle Motorama a Fabio Recchia, una celebrazione di quanto di bello c'è in giro nella capitale. C'è una pagina intera di ringraziamenti in ordine sparso, nel libretto, libretto che è in sé un capolavoro grafico a firma di Ottavio Cialone. I Fumisterie fanno gli Smiths in Warning, legano senza interruzioni apparenti l'idillio sperimentale di Amazzoni e il riff di Cattiveria, rivelano una verve rock appassionata e viscerale in Officine.
Dieci anni che fanno musica, forse la metà come Fumisterie, e ora un album così. Quasi mi chiedo dove siano in questo momento tutti i giornalisti musicali, i blog, i musicofili con o senza spillette. Quelli pronti a gridare al miracolo quando si tratta dei colori degli Amari o del cantautorato dei Non Voglio Che Clara, quelli che giù pagine e pagine appena si ha tra le mani del pop-rock italiano di buona fattura. Mi chiedo perché i dischi italiani come Kreuze und Krokodile siano così pochi e perché così tanti gli scribacchini e i trendsetter tanto spocchiosi da non degnare i Fumisterie di neppure la più bassa delle stroncature, se proprio stroncatura deve essere.
Martedì 20 i Fumisterie sono segnalati tra gli ospiti di MArte Live all'Alpheus insieme a Yuppie Flu e Thrangh.
Fumisterie -
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5 commenti:
Forse non dovrei commentare...ma lo farò..purtroppo da lavoro non posso ascoltare nulla e per questo parlerò semplicemente del tuo post..i Fumisterie li ho solamente sentiti nominare, forse li ho semplicemente letti sul cartellone di qualche festival..cmq mi riprometto di ascoltarli...il fatto è che mi sto rendendo conto sempre di più che qua in Italia, la scena musicale è così piccola che il pubblico ormai corrisponde agli addetti ai lavori(Blogger/giornalisti,promoter, musicisti...), basta andare ad un qualsiasi festival che abbia un minimo di risonanza per rendersene conto e questo non è necessariamente un male ma forse è un pò limitante per gli artisti...
Non esiste la via di mezzo!..perchè se la tua musica incontra le masse, stai sicuro che la nicchia che prima ti coccolava(e tu eri convinto che ti coccolasse prima di tutto per ragioni artistiche) inizia a storcere il naso per i soliti stupidi motivi e può essere anche che "questa nicchia" inizi a remare contro indipendentemente dalle tue scelte artistiche...Ora c'è anche un altro fatto direi fondamentale: se suoni in un gruppo che non ha una major alle spalle, oltre a fare un bel disco(cosa ovviamente non facile per questioni meramente artistiche e per le sovrastrutture che ci circondano) credo sia necessario lo stesso se non un ulteriore sbattimento nel promuoverlo dato che tutti quei trendsetter, blogger giornalisti(a parte pochi che effettivamente si posson definire quasi talent scout!)non verranno mai a cercarti a meno che tu non gli rompi talmente i coglioni da risponderti male per lo meno!...Ecco volevo semplicemente puntualizzare queste questioni anche se non sto scoprendo l'acqua calda...semplicemente perchè mi son sentito tirato in ballo, non per polemizzare, ma solo per puntualizzare alcune cose...
per ultimo volevo ribadire anche il fatto che fare musica pop qua ion Italia è una vera tortura in quanto il "target" del tuo progetto è come un'anguilla...scivola via in continuazione dalle mani e non c'è nessuna "scena" che ti garantisce "protezione"...
Ma chi vuol osare aldilà dei giudizi del pubblico, della critica, di tutto ciò che sta dietro il music business non cerca sicuramente questo genere di "protezioni"...
Ciao e a presto..spero nella "capitale" con gli altri teletubbies..
Dariella.
Non mi piacerebbe se il mio negozio di dischi domani attaccasse sulla vetrina un adesivo con scritto "compra dischi italiani". Però ci sono alcune realtà italiane che nel mio piccolo mi sembra giusto supportare, un po' perché incontrano i miei gusti e un po' perché hanno avuto quella voglia di osare di cui parlavi tu. Se gli stessi avessero osato nel Regno Unito o in Svezia me ne sarebbe importato sicuramente di meno, così come mi importa poco dei quindicenni del Wisconsin con chitarra e frangetta che regolarmente danno da scrivere a blogger e giornalisti musicali d'oltreoceano. Solo che voi, i Fumisterie, i Non Voglio Che Clara, che pure ho citato, e un'altra ventina di gruppi che stimo per questo o quel motivo avete la forza di osare in un ambiente che senza di voi resterebbe comunque a galla grazie ai soliti circuiti e ai soliti nomi.
Se faccio finta di prendermela per le passioni usa e getta di giornali e blogger, so anche abbastanza bene come dall'altra parte le band debbano fare molto per smuovere tutti quelli che vorrebbero farsi passare per talent scout ma che in realtà sono pigri da scrivania - a giudicare dai titoli e dai nomi che circolano, direi la maggior parte delle penne e delle orecchie. Non dico che una qualsiasi band con i numeri giusti ma senza la capacità di muoversi e di promuoversi che avete avuto voi, soprattutto con Grand Master Mogol, debba per forza avere il successo che merita (merita secondo me o secondo chi vuoi tu). Rivolgendomi in particolar modo a chi sa come sono andate le cose a Roma negli ultimi tempi mi andava solo di sottolineare come si continuano a riservare serate ai Babyshambles per poi rimandarle per i soliti motivi, i locali dei miei sogni come lo Zero cessano senza motivi apparenti di fare tutte le belle cose che avevano iniziato a fare, si continuano a proporre i soliti gruppi perché amici-di ma si ignora il vero underground, il vero indie, cioè sudore, fatica e vera autopromozione; vedi quando ci sono blogger e faccine di Losingtoday al Circolo degli Artisti e quando no, vedi quali sono i nomi della 'scena romana' secondo Rumore e quali quelli che invece hai letto solo sul cartellone di qualche festival. Non sta a me dire che i Fumisterie sono meglio degli Amari o meglio di chiunque altro, esattamente come non credo che il successo, senza farne una questione di numeri, uno debba averlo per forza. Le vostre cose le ho sentite e mi sono piaciute proprio come ho sentito le cose dei Fumisterie e in parte mi sono piaciute. Non me la sento però di dire che voi avete fatto un buon lavoro di promozione e i Fumisterie no. Sono solo i risultati a essere diversi, e al di là della qualità della musica mi chiedevo perché.
Se ne facciamo una questione di numeri, comunque, più o meno tutti si rendono conto che sono piuttosto bassi, in Italia, nel mondo che gira attorno a riviste musicali, festival più o meno di nicchia e blog. Queste sono solo chiacchiere, quindi, che non è certo niente di tutto quello di cui abbiamo parlato che nel mondo vero fa vendere dischi o ottenere contratti discografici.
I Teletubbies sono meravigliosamente psichedelici e stupidi al tempo stesso come gli Amari non hanno ancora imparato a essere. Ora non sopravvalutatevi, dai.
mi permetto di copiare ed incollare qui www.squareplaza.blogspot.com
'notte A.pe.
volevo scriverti in privato
ma poi ho pensato che certe attestazioni tendono sempre a farsi sottocoperta e quindi ad alimentare un certo show del ridicolo (localetti, rivistine) che è forte in tutto il mondo, perchè pochi sono VERI. Con ciò non vuol dire che non sono geloso di quello che sto per dire, ma volevo ringraziarti per avere scritto quello che hai scritto. Come ovviamente capirai non ti dico grazie perchè un sito in più parla bene dei Fumisterie o perchè sei bravo a scrivere (cosa su cui già ho avuto modo di farti i complimenti), ma perchè mi hai dato molti spunti su cui riflettere e mi hai restituito un'immagine del gruppo che era in alcuni casi chiara e in altri latente. Questo è tutto. Tutto è avere di fronte persone che riescano a dire una verità e in qualche modo a tirartela fuori. La grandezza di questo blog è nella tua sensibilità. In come solo tu sei capace di "sprofondare" e dire le cose. Se tutti i giornalisti avessero questa capacità sarebbero pochi e la musica sarebbe migliore e gli ascoltatori meno disposti a mangiare senza sapere cosa stanno mandando giù, ma forse non esisterebbe l'industria perchè questa deve cercare di propinare al maggior numero di persone possibile lo stesso prodotto, per risparmiare. Ma di tutto questo non me ne frega un cazzo e sono cose su cui ho fatto da tempo ragionamenti e considerazioni. Piuttosto sono contento di quello che ho letto, di poter crescere anche grazie a te (o di Dariella), di vedere come la sfera di riflessione personale e privata non abbia tolto nulla a quella che potrebbe essere tranquillamente una recensione, o il contrario, di come una recensione potrebbe tranquillamente essere uscita da un diario intimo. Non so, è difficile da spiegare e forse non l'ho capito bene neanche io. Comunque è strano (anche visto il nostro grado di conoscenza reciproca).
Mi piace.
Ciao Marco
zio, olha il prossimo bloappe estivo... annunciato ;) stessi termini di Daniele fra l'altro eh eh
poi: a me dà talvolta fastidio quando mi cercano sciattamente e stressano, non rendendosi conto di non essere gli unici a fare la trafila, in un paese che pare suonare in sovrabbondanza. Di solito invece mi diletto nel cercare e trovare, da chi mi dice 'in questo disco cantano gli animali' a chi mi fa capire che c'è non solo del buono ma dell'originale (vedi Tafuzzy, ArabSheep, Knifeville, etc). In effetti amo arrivare sulle cose, non importa se per primo o per secondo, o nel grup-p-pone con Van Petegem e Rebel-l-lin, ma senza che siano le cose, per sfinimento inerziale, ad arrivare a me. Però se lo fanno, almeno 'chiedo' lo sappiano fare; ed è arcinoto che le modalità promozionali di Riotmaker non hanno rivali in Italia, nè credo possano averne per dell'altro tempo. Fumisterie mi sono arrivati solo come miglior band (di gran lunga) dentro una compila romana, altrimenti avrei fatto fatica a cercare la loro esistenza senza segnali premonitori... in tutto questo, vado avanti così. E non perché 'devo': perché mi piace, e mi esce naturale. Abbracci a voi tre conversatori ;)
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