29 gennaio 2006

Voglio belle canzoni e il cielo sereno



Synthomi, Diuesse e Kardia. Zero, 28/01/2006.
Allo Zero ci si sente veramente a casa. Una serata è un invito per il dopocena nel salotto di qualche amico, è tempo ben speso ascoltando qualcuno che prima non si conosceva, è una condivisione senza la patina di supponenza di certi club d'élite. Nelle serate Polyester c'è varietà. Polyester è un coordinamento di band indipendenti della capitale che raccoglie, tra gli altri, Fumisterie, Moka e Plaisir - di cui si era già parlato. Le proposte di ieri sera si muovevano dall'elettronica al punk-rock, tre live set per andare incontro a tutti i gusti. I Synthomi, i primi a suonare, sono uno stilosissimo terzetto elettronico minimale. Sampler, sintetizzatore, voce femminile e un laptop con la mela per brani sottili e insinuanti, a cavallo tra pop italiano ed electroclash. È elettronica a bassa energia, quella che tutti pensano di poter fare e mai nessuno fa come si dovrebbe. Uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare, i Synthomi dal vivo lo fanno quasi alla perfezione. Il mio punto di vista al proposito non conta, non può contare; bastano qualche suono scelto con gusto e qualche effettaccio per conquistarmi. A seguire sono saliti sul palco i Diuesse. In attività da qualche anno, i Diuesse hanno sicuramente qualcosa in più rispetto alle decine di gruppetti che affollano l'underground italiano. Sarà merito di un batterista fenomenale e di un chitarrista che lascia il segno o di un cantante identico a Pete Doherty, solo più in salute. I quattro hanno una coesione e una forza rare. Anche quando non amplificata nell'immediatezza del live, come ad esempio nel loro EP La cura migliore, la loro musica ha una dolcezza e una sicurezza con pochi eguali. Arrivati i Kardia c'è stato qualche movimento tra il pubblico; molti sono usciti, altri si sono fatti avanti. Il post-goth o come-si-chiama non è il mio genere. Nonostante riconosca la bravura dei Kardia nel loro campo, le chitarre e l'uso insensato delle tastiere mi irritavano a morte. Sono uscito a fare quattro chiacchiere. Fatte le dovute proporzioni, posti come lo Zero sono quanto abbiamo di più simile ai club londinesi o statunitensi, a quei posti a metà tra fucina di talenti, luogo di ritrovo e opportunità per le band emergenti. È bello vedere tra il pubblico chi il mese prima suonava o trovare sul palco chi avevi incrociato poco prima al bancone del bar. Finita l'esibizione dei Kardia si è tornati dentro per parlare, davanti a due bicchieri, di dolori segreti e di come mi vergogni della mia spazzatura. Intanto, oltre le colonne, alcuni quindicenni tiravano tardi ballando e flirtando sui pouf nella penombra.

Diuesse - La tua pazzia è una zanna bianca (3.51)

1 commenti:

ludik ha detto...

Conosco i Diuesse, sono in gamba. Non ero ancora arrivato a notare la somiglianza del cantante, a dire il vero. Ho un buon ricordo anche del posto, lo Zero. Sempre interessante passare di qui, comunque. Mi sa che passerò a vedere gli Offlaga Disco Pax, segnalati in calendario. Ciau, L.