L'Aura + Emiliana Torrini + Meg. Roma, Centrale del tennis, 04/07/2005.Da un concerto simile è lecito non aspettarsi molto. Prima del concerto mi sono trovato in una delle scene cinematograficamente peggiori della mia vita. Si è chiuso un capitolo e io mi sono trovato solo di fronte alla fine. Dopo essermi guardato alle spalle, mi sono sporto oltre e sono saltato giù. Il giorno in cui dovrò rappresentare una scena desolata e desolante so già che faccia avrà il protagonista che scende le scale, quale sarà la luce, quali e quanti i personaggi assenti. È stata una giornata spiritualmente pessima. E in più dal concerto non mi aspetto granché.
Raggiunge la platea un biondino scandinavo che sembra figlio della triade università all'estero, indie rock e party in sauna con ragazze nude e fiumi di birra. Per N. è un Dandy Warhol. Alle nove lo stadio centrale del tennis è quasi deserto. La serata è fresca e rimane un bel po' di luce sopra l'orizzonte. Di L'Aura ho sentito soltanto il singolo, qualche settimana fa. Emiliana Torrini mi piace, ma a parte Lifesaver non conosco ancora il suo secondo disco. Meg è un'incognita. Meg nella mia testa è la Björk partenopea.
L'Aura sale sul palco alle nove e venti. Da un concerto con una manciata di spettatori, gratuito e che per di più inizia in anticipo non puoi ragionevolmente aspettarti molto. Pochi ma buoni, dice L'Aura. Mi auguro di sì. Il suo batterista prende posto alla prima delle tre batterie, arriva il tastierista, che saluta gli amici in prima fila, poi basso e chitarra. Lei, seduta quasi tutto il tempo alla sua Korg, si esibisce per poco più di mezz'ora. Ha molto della prima Tori Amos e qualcosa anche di Elisa. La voce è molto bella e molto blues. I suoi pezzi sono canzoni in senso stretto, con un gusto compositivo e una certa prevedibilità tipicamente italiane. In un paio di pezzi L'Aura lascia anche divertire il chitarrista, i chitarristi ne hanno bisogno, ma per il resto è lei a condurre. Non mi impressiona, ma le auguro di fare strada.
Emiliana Torrini deve aver fumato qualcosa di pesante. Si muove in modo buffissimo, sembra abbia il capogiro, ride continuamente e vede qualcuno arrampicato sugli alberi oltre gli spalti. Qualcuno che ovviamente non c'è. Emiliana Torrini non me la immaginavo mica così. È una ragazza fragile di ghiaccio, burro e tè infilata in un vestito che è una carta da parati in toni di marrone. È un essere dei boschi. Dal vivo Emiliana ha una voce tanto lieve da sconcertare. Io la ascolto dal vivo per la prima volta. Nel confronto con i dischi, il suo live ha tutto un altro livello di intimità nonostante lo stadio abbia iniziato da un po' a riempirsi. Seconda batteria, si aggiungono un organetto e uno xilofono. Brani sia da Love in the Time of Science che da Fisherman's Woman, più un pezzo indie pop che se non ho capito male è inedito. Mi piacciono tutti, dall'inizio alla fine. Mi rendo conto che ho fatto bene a venire.
Non sono mai stato tanto contento di essermi sbagliato sul conto di qualcuno quanto lo sono con Meg. Meg non vuole fare Björk: Meg è Meg e basta. Lei è scalza e vestita da scolaretta dei manga. La accompagnano un deejay tuttofare, un bassista-contrabbassista e un altro alla batteria elettronica e acustica. Meg apre con Olio su tela, come in Simbiosi, ma l'atmosfera è più carica, i suoni più pieni, la voce più tesa. Il tutto mi lascia senza parole. Ci sono diverse sue cose da Simbiosi, gli altri sono pezzi dei 99 Posse. Si parte con una versione di Sfumature che può radere al suolo il Foro Italico, Quello che, La tempesta e per festeggiare il 4 luglio Amerika che sfuma in Sweet Dreams degli Eurythmics. Prima però suonano a tradimento una Come As You Are elettronica, che non c'entra niente ma ci sta benissimo. Superlative le proiezioni che vanno di pari passo con la musica sul piano cromatico ed emotivo. Meg è al centro di tutto, non puoi fare a meno di guardarla, non puoi dirle: togliti di mezzo perché voglio spazio per pensare.
2 commenti:
grazie
(milton)
innanzitutto grazie per la tua recensione così sentita.
...a proposito di meg non c'è davvero nulla da dire...è un fenomeno...anche se l'ultimo disco ("Psychodelice")è un molto elettronico e, nonostante il genere mi piaccia, a mio umile parere perde un po' della misticità che prima prevaleva nella musica di meg.
tuttavia, vorrei farti ricredere su l'aura: secondo me ha un validissimo talento, un modo di utilizzare lo strumento della sua voce del tutto suo. io sono stata fan di elisa per anni, ma l'aura non è come elisa: ha una grinta spiazzante e dei testi spesso provocatori. poi, ovviamente, qualche canzonetta c'è (ma mai come quelle che ultimamente fa elisa, che, mio malgrado, si sta adeguando al mercato medio italiano), ma in generale l'aura mi pare un'artista eccellente, specialmente, come già detto, per come riesce a variare il suo timbro in modo originale.
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