20 giugno 2005

In fondo a sinistra

A Roma la musica è una cosa seria, e l'Auditorium ancora di più. Quello che qualche anno fa il comune e gli sponsor hanno speso per ingaggiare Renzo Piano, costruire i tre scarabei del complesso del Parco della Musica e invitare a suonare decine di artisti - incluso Pino Daniele, che senza tanti giri di parole ha bocciato l'acustica delle sale - non è niente in confronto a quello che devono essere costate le centinaia di cartelli stradali indicanti la via per l'Auditorium. La densità con cui sono posizionati ha del surreale e la vastità dell'area in cui è possibile incontrarli non placa una certa propensione a riderne. I più distanti che avevo visto finora si trovavano lungo via Cristoforo Colombo. Oggi invece ne ho trovati diversi sull'Ostiense, poco oltre Acilia entrando a Roma da sud. A spanne sono circa venti chilometri dall'Auditorium.
Paradossalmente le indicazioni si fanno sempre più rade lungo corso Francia o nei dintorni dei Parioli. Entro una distanza limite da viale Pietro de Coubertin si deve navigare a vista. È come portare per mano un turista fino al raccordo anulare e poi dirgli: guarda la cupola, per San Pietro vai dritto così.
Intanto lungo la via Radio Città Futura proponeva delle triplette grandiose, scivolando molto moderatamente da un genere all'altro e trovando nel fare ciò dei punti di passaggio praticamente perfetti. Elisa Gusberti continua a fare svarioni formidabili, ma il programma della sera mi piace anche per questo. Aiuta a sfogare il secchione da quattro soldi che vive represso sul fondo dell'anima: gridare che sono i Van der Graaf Generator, non i Van der Graaf Generation, e che quello che canta con i One Giant Leap è Williams, ma Robbie, non Robin. E così via.

3 commenti:

fio ha detto...

(dunque, e perché mai la pagina dei commenti mi si apre in tedesco?)

volevo solo salutarti. ecco.

Elisa ha detto...

ammazza hai beccato il top dei miei svarioni.... mai sentito parlare di banali lapsus radiofonici dovuti a 6 giorni su sette di dirette radiofoniche? Ti assicuro che non SCRIVEREI mai Van der graf Generation:) Comunque sei un curioso "secchione" e questo Blog è straordinario. ElisaGusberti

Anonimo ha detto...

Un'altra cosa, tanto per sfogare il mio personalissimo "orgoglio secchione"... visto che la selezione musicale ti piaceva, ci tengo a sottolineare che - ovviamente - la scelta dei brani è sempre farina del sacco di colei che trasmetteva svarionando... 1 bacio EG